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giovedì 24 giugno 2010

Alziamo le mani: la Costituzione non è un inferno


Citano Calamandrei e non considerano normale avere a capo dell'Esecutivo un uomo in lotta con la Costituzione della Repubblica; quella stessa Carta sulla quale egli ha giurato e che invece poi svilisce deliberatamente e ripetutamente. "Alziamo le mani: la Costituzione non è un inferno" è l'iniziativa del gruppo Facebook "La Costituzione avrà più sostenitori di Silvio Berlusconi". Un gruppo che, attualmente, raccoglie già circa 80mila persone e che ha deciso di organizzare una campagna mediatica dal basso, per reagire al più veemente attacco alla Carta, tra i tanti che si sono ascoltati nelle ultime settimane.
L'invito, in breve, è questo: scriverselo direttamente sulle mani che "la Costituzione non è un inferno". Un po' come si fa da ragazzini con quelle cose importanti che, però, temiamo possano sfuggirci di mente, all'occorrenza. Ovviamente, la campagna si fonda sull'attivismo dei cittadini che stanno fotografando e mettendo in Rete le proprie mani, con l'appunto vergato a chiare lettere sui palmi.
Appunti preziosi, come quelli di Piero Calamandrei, l'insigne giurista che così si rivolgeva, a chi voleva comprendere lo spirito della Legge fondamentale della Repubblica: "dietro ogni articolo della Costituzione, giovani, voi dovete vedere (...) 

Giuseppe D'Elia

giovedì 12 novembre 2009

Il popolo della rete cerca neutralità nelle posizioni politiche


Si è scritto molto, in questi giorni, in Rete, sul recente riavvicinamento politico tra Casini e Berlusconi. E, in effetti, certe dichiarazioni sul tema delle riforme destano non poche perplessità. In particolare, un Casini che dice "no a una maggioranza che fa tutto da sola, ma no anche a un'opposizione che va sull'Aventino", rende più che lecito avanzare qualche dubbio su uno scenario che si potrebbe profilare all'orizzonte. Se non altro, perché nella maggioranza parlamentare che sosteneva l'ultimo governo Berlusconi - quella maggioranza che "da sola" fece la riforma costituzionale, poi bocciata dagli elettori col referendum del giugno 2006 - c'era anche il partito di Casini.
In  altre parole, (...)


Giuseppe D'Elia